giardini pluviali

I giardini della pioggia – o rain garden – sono micro-infrastrutture verdi capaci di trattenere, filtrare e restituire al suolo l’acqua piovana.
Sono piccoli, ma svolgono una funzione ecologica enorme: ricreano, in città, il comportamento naturale del terreno prima che fosse ricoperto da cemento, asfalto e superfici impermeabili.

Invece di lasciar scorrere rapidamente l’acqua nei tombini – sovraccaricando le reti di smaltimento e accumulando inquinanti – i rain garden la intercettano e la fanno infiltrare lentamente, depurandola grazie al suolo, ai sedimenti e alla vegetazione.

Perché servono oggi

Nelle città contemporanee, il deflusso delle acque meteoriche è una delle principali cause di:

inquinamento dei corsi d’acqua,

allagamenti improvvisi,

sovraccarico delle fognature,

erosione del suolo.

Le bombe d’acqua, sempre più frequenti con il cambiamento climatico, hanno reso evidente che le infrastrutture grigie da sole non bastano più.

Molte capitali europee stanno reagendo con politiche di “città spugna”:

Le città spugna

Q

Copenaghen ha trasformato interi quartieri in sistemi di drenaggio urbano che rallentano e riutilizzano l’acqua;

Rotterdam ha creato piazze che diventano bacini temporanei durante la pioggia;

Portland è pioniera dei bioswales e delle green streets.

Tutte queste città usano il paesaggio come infrastruttura climatica.
I rain garden sono uno degli strumenti base di questo nuovo paradigma.

Un’antica conoscenza che ritorna

La gestione intelligente dell’acqua non è una moda contemporanea.
È un sapere antico.

Matera, per esempio, è una città spugna da millenni:
le sue cisterne ipogee, i sistemi di canalizzazione scolpiti nella calcarenite e la capacità di raccogliere e distribuire ogni goccia d’acqua piovana costituiscono uno dei più sofisticati paesaggi idraulici del Mediterraneo.
Oggi quelle soluzioni vengono studiate da urbanisti e ingegneri come modello di resilienza climatica.

I rain garden riprendono la stessa logica, ma la portano alla scala del quartiere, della strada, del cortile.

Come funzionano

Un rain garden non è uno stagno né un giardino acquatico.
È asciutto quasi tutto il tempo.
Solo durante e dopo la pioggia si riempie temporaneamente d’acqua, che viene:

1. trattenuta,

2. filtrata e depurata,

3. restituita lentamente al terreno (bioritenzione).

Si prosciuga entro 12–48 ore, impedendo la proliferazione delle zanzare.

Bioswales e giardini pluviali svolgono funzioni analoghe, con forme diverse: i bioswales sono canali vegetati poco profondi che accompagnano l’acqua nel suo percorso, trattando soprattutto il “primo deflusso”, il più inquinante.

Ricreano una funzione naturale del terreno, cioè catturare l’acqua piovana, filtrare gli inquinanti e ricaricare le acque sotterranee.